Microsoft, cambio al vertice nei Windows Phone. Unificazione degli Os in vista?


English: Steve Ballmer at MIX in 2008. Françai...

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Il passaggio di consegne è stato sancito ieri l’altro e, come spesso capita nelle multinazionali americane, attraverso una lettera inviata per e-mail a tutti i dipendenti. Il mittente è Steve Ballmer, Ceo di Microsoft, e l’oggetto della comunicazione il cambio al vertice della divisione Windows Phone.

A guidare le operazioni in campo mobile – la casa di Redmond vanta oggi nei sistemi operativi per gli smartphone una quota di mercato a livello mondiale inferiore al 2%, stando alle ultime rilevazioni di Gartner – è stato chiamato Terry Myerson, già Corporate Vice President del colosso del software nordamericano e a capo degli ingegneri dedicati allo sviluppo di Windows Phone. L’ex numero uno dei telefonini Andy Lees, in carico da tre anni, è stato invece destinato a un nuovo ruolo operativo che, a quanto sembra, potrebbe essere il preludio alla possibile riunificazione delle piattaforme per cellulari e computer in vista dell’avvento (atteso per la primavera del 2012) di Windows 8.

Se così fosse, Microsoft andrebbe quindi a soddisfare le “richieste” di una parte degli analisti di settore che predicano da tempo la convergenza dei due sistemi Windows (esattamente come avvenuto per Android, la cui nuova versione 4.0 Ice Cream Sandwich è unica sia per cellulari che tablet) e dare un’ulteriore svolta (dopo l’alleanza con Nokia) alla rincorsa a Google ed Apple negli smartphone.
Ballmer nel suo scritto non fa alcun accenno alla possibile “fusione” delle due piattaforme e sottolinea come di consueto le enormi potenzialità che Microsoft ha nel cassetto grazie a Windows Phone e Windows 8, giustificando la nuova funzione di Lees proprio nell’ottica di mettere a frutto tali opportunità. Se alcuni addetti ai lavori oltreoceano vedono il cambio in corsa come l’ennesimo ribaltone voluto dal Ceo per mettere sulla corda top manager non in grado di centrare gli obiettivi di business prefissati, altri sono invece dell’idea che a Lees sia stato affidato il vero obiettivo di fondo dell’operazione, e cioè quello di riunire in un’unica piattaforma di sviluppo i sistemi operativi di Redmond.

Alle porte, in altre parole, ci sarebbe l’integrazione del kernel (il codice sorgente del software) di Windows Phone in quello che sta alla base del nuovo Windows 8. E all’orizzonte si profila quindi una nuova generazione di telefonini – basati sulla nuova versione di Windows Phone, nome in codice Apollo, atteso per il 2012 – in grado di esibire funzionalità proprie dell’Os destinato a tablet, notebook e desktop.
La ragione per cui Microsoft sarebbe pronta allo “swapping” della piattaforma mobile potrebbe quindi essere la seguente: rendere più facile la vita agli sviluppatori che scrivono applicazioni per tutta la galassia di dispostivi Windows. Il che non significa che a Redmond stiano pensando di “obbligare” gli utenti ad utilizzare le medesime applicazioni sul telefonino e sul pc, semplicemente sono dell’idea che un unico ambiente di sviluppo trasversale alle varie configurazioni del software sia la strada migliore. Gli sviluppatori potrebbero in buona sostanza riutilizzare più volte il codice per creare applicazioni per qualsiasi device.