I chip Intel negli smartphone Android: scatta la sfida a Qualcomm e Nvidia


I chip Intel negli smartphone Android: scatta la sfida a Qualcomm e NvidiaI chip Intel negli smartphone Android: scatta la sfida a Qualcomm e Nvidia

Motorola Mobility e Lenovo: parte da queste due aziende, e all’insegna del sistema operativo mobile di Google, la nuova scommessa del colosso dei processori di Santa Clara nel mondo della telefonia. Ampiamente previsto alla vigilia dell’apertura del Ces 2012, l’annuncio dei primi smartphone equipaggiati con il nuovo chip Atom Z2460 “Medfield” a 32 nanometri e con velocità di clock di 1.6 GHz è puntualmente arrivato con la presenza sul palco del Ceo della società californiana Paul Otellini. E con esso è arrivato il guanto di

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Image via CrunchBase

sfida rivolto ai produttori di semiconduttori, leggi Qualcomm e Nvidia, che hanno issato la tecnologia Arm sul trono del mercato mobile.

La palma di primo telefonino di nuova generazione “Intel inside” va al modello K800 di Lenovo, che sarà disponibile in Cina (bacino da 100 milioni di utenti di smartphone) a partire dal secondo trimestre del 2012 e opererà sulla rete a banda larga Hspa+ di China Unicom. Il dispositivo si presenta con uno schermo da 4,5 pollici, un lettore video in alta definizione in formato 720p video, il supporto della tecnologia Near Field Communications e quello del sistema WiDi di Intel per lo streaming di filmati verso una Tv Hd compatibile.

Otellini ha enfatizzato comunque l’importanza dell’accordo strategico pluriennale (esteso anche ai pc a tavoletta) con il produttore americano acquisito lo scorso agosto da Google – che porterà i propri frutti entro l’anno, con un apparecchio che sarà nelle mani degli operatori di telefonia in estate – e confermato come saranno “numerosi” i nuovi smartphone basati sul nuovo processore Atom a basso consumo (con tecnologia Hyper-Threading Technology) in rampa di lancio nell’arco del 2012. Dal numero uno di Intel sono arrivate quindi sottolineature circa le capacità a venire dell’architettura dedicata agli smartphone (come l’autonomia della batteria o il fatto di supportare adeguatamente la presenza a bordo di due fotocamere con funzionalità evolute), sviluppata per operare in piena sinergia con la versione 4.0 di Android Ice Cream Sandwich e per garantire la piena compatibilità con le applicazioni già esistenti (scritte per architettura Arm) per il software di Google.

Se gli ultrabook, cui presto saranno rivolti i processori Core di terza generazione “Ivy Bridge” basati sui transistor tri-gate 3D a 22 nanometri, sono stati il “leit motiv” della kermesse di Las Vegas, l’entrata in scena di Intel negli smartphone e nei tablet (anche in chiave Windows 8) è da considerarsi una svolta importante nell’economi a futura dell’industria mobile. Questo, almeno, è l’auspicio del colosso di Santa Clara, che negli smartphone prova a sfondare una seconda volta dopo averci provato invano diversi anni fa.