Kindle Store e HTML 5. Così Amazon aggira l’Apple Store


 

English: Apple Campus One Infinite Loop sign a...

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Kindle Store for iPad è una costola del sito di Amazon creata per consentire agli utenti Apple acquisti e consultazioni editoriali. Fino a qui, nulla di nuovo, tanto è vero che sull’Apple Store è da tempo disponibile Kindle App, peraltro gratuitamente, che consente ai possessori di iPad, iPhone e iPod Touch di fare praticamente la stessa cosa.

La novità, ed è una prima assoluta, è che grazie alle potenzialità offerte dall’ HTML5 Kindle Store è in grado di distribuire i propri contenuti senza più essere assoggettata alle politiche di condivisione di incassi applicata da Cupertino. Non si tratta solo di una breccia nel monopolio Apple, ma dell’emersione della punta di quell’iceberg contenente la speranza di milioni di utenti e di tanti sviluppatori che non accettano di buon occhio le strette politiche commerciali di Cupertino.

Già durante l’estate del 2010 Amazon aveva abbozzato un primo tentativo, inserendo nella propria applicazione un link che riconduceva al proprio sito aggirando l’Apple Store ma da Cupertino avevano tappato subito la falla, appellandosi alle politiche contrattuali siglate dai due giganti. Non potendo quindi riattaccare il nemico dal fronte applicativo, Amazon ha deciso di aggirare l’ostacolo puntando sulla soluzione web-based.

Per il momento Apple pare avere incassato il colpo ma la reazione non tarderà ad arrivare; a Cupertino trattengono il 30% del prezzo che gli editori decidono secondo politiche proprie tenendo anche conto del balzello preteso dall’Apple Store. L’unica ancora di salvezza, almeno in attesa di una contromossa di Apple, è che gli editori non apprezzino il colpo di testa di Amazon e si distanzino dall’iniziativa, rinunciando a replicarla.

Se questa reazione tardasse ad arrivare o non arrivasse affatto allora la breccia diventerebbe una vera e propria crepa in una diga che fino a ieri sembrava essere indistruttibile. Steve Wozniak, che da tempo rimproverava a Jobs la politica quasi totalitaria esercitata da Apple, potrebbe nuovamente tornare a fare parlare di sé.