Protesta contro la legge anti-pirateria: Wikipedia oscura le sue pagine, rettangoli neri per Google


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Pagine e testi ricoperti di nero nei siti web degli Stati Uniti: è una protesta contro due proposte di legge per contrastare la pirateria online, Stop Online Piracy Act (Sopa) e Protect Ip Act (Pipa). A lanciare l’appello è stata Wikipedia con l’oscuramento per ventiquattro ore della sua versione in lingua inglese: in questo modo impedisce la lettura dell’enciclopedia che, però, resta accessibile da nell’edizione per dispositivi mobili. La serrata ha conquistato presto altri sostenitori. E ieri dalla Camera dei rappresentati degli Usa è arrivato l’annuncio che la discussione della bozza di legge del Sopa è rimandata a febbraio.

Google mostra a chi accede dagli Stati Uniti un rettangolo nero: il motore di ricerca resta accessibile. Nel suo blog ufficiale ricorda che «combattere la pirateria è importante», ma «si può fare di meglio». Craigslist è una vetrina per gli annunci pubblicitari: ha oscurato le sue pagine online e chiede di firmare una petizione.

Tra i promotori della prima ora c’è Reddit, una sorta di archivio dove le persone condividono i loro link preferiti: in un lungo post sottolinea che la proposta normativa in discussione è mirata ai siti web stranieri, ma il linguaggio «è vago», spiega il testo, e «lascia molto spazio al dibattito su cosa sia estero». La piattaforma WordPress, invece, ha colorato di nero i box della sua pagina. Mozilla aveva già partecipato alle prime manifestazioni contro il Sopa lo scorso novembre: sceglie di oscurare lo sfondo del suo sito web. Anche Microsoft aderisce: in una nota scrive di «opporsi al Sopa nella bozza attuale». Non manca la fantasia: una startup, Cloudflare, ha progettato un’applicazione software che in automatico annerisce le parole alla prima visita di un utente su un sito web.

Intervengono inoltre blogger come John Battelle, specializzato in motori di ricerca: nella sua pagina personale espone soltanto un rettangolo nero. Completamente nero è Boing Boing, un punto di riferimento per le news di tecnologia. Il quotidiano Huffington Post mostra un lungo rettangolo nero e il sito d’informazione tecnologica Techcrunch ha annerito la testata in alto: entrambi fanno parte del gruppo di Aol, un fornitore di accesso a internet negli Stati Uniti. Scendono in campo molte organizzazioni per la tutela della libertà di espressione online, per esempio Global network initiative e MoveOn. Come riporta il Center for democracy & technology, hanno espresso il loro sostegno a titolo personale, tra gli altri, il fondatore di Netscape Marc Andreessen, Reid Hoffman (LinkedIn), il venture captalist Vinod Khosla, Ethan Zuckerman del Center for civic media del Mit, Yochai Benkler della Harvard law school e Vinton Cerf, inventore del protocollo tcp/ip con Bob Kahn.

La politica prende tempo. Una comunicazione inviata dalla Camera dei Rappresentati spiega che l’esame del Sopa è rinviato al mese prossimo per l’assenza nelle prossime settimane di Democratici e Repubblicani. Ma ad annunciare battaglia è Lamar Smith, deputato repubblicano del Texas e proponente della bozza: sottolinea di continuare il lavoro con i colleghi alla Camera e al Senato per una legge che, come evidenzia in una dichiarazione, «salvi posti di lavoro in America e protegga la proprietà intellettuale».