Un solo numero per il Voip


Chiamate, messaggi multimediali gratis su cellulare: l’universo del mobile VoIP è in espansione, con una parola d’ordine: interoperabilità. «È la frontiera del VoIP (Voice over Ip) su cellulare: la possibilità di comunicare gratis tra servizi di diversi operatori tramite un numero unico», dice Dario Talmesio, analista di Informa Telecoms & Media. È un numero telefonico che segue il nuovo standard Itu E.164, adottato da alcuni servizi VoIP negli Usa (Google Voice, Pinger, Fring). Alcuni esperti li definiscono quindi Nuvo, Network unaffiliated virtual operator: operatori telefonici virtuali a tutti gli effetti.

Senza una rete, né accordi con gli operatori normali, ma in grado di offrire servizi di comunicazione completi e totalmente interoperabili. Un VoIP “chiuso”, come quello di Skype, permette invece solo chiamate tra utenti dello stesso servizio oppure a/da numeri telefonici normali. Ma non è solo una questione di chiamate o messaggi gratis. Con E.164 l’utente ha un numero associato alla sua persona: se lo porta in giro a prescindere dalla rete e dall’apparecchio utilizzato. Ed è un numero abilitato a servizi extra, come la possibilità di vedere lo stato di presenza di altri utenti, di fare video conferenze, persino (in futuro) di pagare beni nei negozi tramite cellulari Nfc. L’utente italiano può provare Google Voice, ma con un trucchetto: procurarsi gratis un numero di telefono e un Ip americani (tramite servizi come Callcentric e Hotspotshield).

Oppure può aspettare un pochino, perché tanto questo fenomeno sta per sbarcare anche in Europa, secondo Informa. Un volano potrebbe essere la tecnologia VoLte (Voice over Lte, la quarta generazione di rete mobile). «Con il VoLte tutte le chiamate saranno in effetti mobile VoIP», dice Stéphane Téral, analista di Infonetics, secondo cui gli utenti mobile VoIP mondiali saranno 450 milioni nel 2015 (contro i 45 del 2010). Per allora i ricavi associati saranno quattro miliardi di dollari secondo Npd In-Stat.

Fenomeno analogo riguarda la rete fissa: «Nel 2013 comincerà una migrazione delle reti telefoniche verso l’Ip e terminerà nel 2016, in base a una nostra delibera di fine 2011» spiega Nicola D’angelo, consigliere Agcom (Autorità garante delle comunicazioni). D’Angelo è stato il primo a spingere in questa direzione, dal 2006. Significa che nel 2016 tutto il traffico dovrà essere su Internet protocol e abbandonare i canali tradizionali (analogici). Per allora sarà completa l’interoperabilità dei servizi VoIP tra loro e con quelli degli operatori tradizionali. Cadranno le attuali barriere alle chiamate tra utenti di servizi diversi e si apriranno le porte a servizi evoluti.