Il tesoro di Megaupload in rovina 28 mln di petabyte a rischio distruzione


A picture of a Dell PowerEdge 850 web server. ...

A picture of a Dell PowerEdge 850 web server. The image may be used so long as the author is cited. –Rodzilla 03:50, 29 December 2006 (UTC) (Photo credit: Wikipedia)

L’azienda proprietaria dei server che ospitavano i contenuti del sito vuole cancellare l’enorme archivio di materiale, per un valore di spazio fisico di oltre un milione di dollari. Ma gli attori interessati a rilevarli sono diversi, e i file che non violano copyright rischiano di sparire assieme al materiale pirata

Il tesoro di Megaupload in rovina 28 mln di petabyte a rischio distruzione

CARPATHIA è un nome che dirà poco anche agli ex-utenti di Megaupload più attivi, ma è un nome importante: è quello dell’host di tutti i contenuti del sito, l’azienda che gestisce i server su cui i miliardi di file di Megaupload risiedono fisicamente, 28 milioni di petabyte, una quantità di dati di rilievo assoluto: per dare una misura, un petabyte equivale a oltre 13 anni di contenuto video in alta definizione. Server che valogono 1,25 milioni di dollari. E ora Carphatia vuole cancellare questo enorme archivio di materiale. Pirata sì, ma non solo: su Megaupload c’era di tutto, e non erano in pochi ad utilizzarlo come servizio di backup personale e scambio di file di lavoro.

L’indagine e i costi.
 Alla base della decisione di Carpathia ci sono due elementi, il primo è che l’indagine su Megaupload si avvia a conclusione e non c’è più bisogno di mantenere gli archivi. La seconda è che tenere vivi i file costa 9000 dollari al giorno, che l’azienda sostiene di non dover sostenere perché con l’inchiesta non c’entra nulla. Megaupload utilizzava 1.103 server di Carpathia, per contenuti  che l’indagine federale ha dovuto mettere sotto esame. L’accusa per Megaupload è riciclaggio di denaro, oltre a infrazione di copyright e condivisione di contenuti protetti per cui ha risposto Kim Dotcom, fondatore del sito, ora libero su cauzione.

Tutti vogliono i file.
 Megaupload è interessata al mantenimento dei file per poterli presentare come prova in aula ed eventualmente restituirne l’accesso ai legittimi proprietari. Una motivazione che trova sponda nella Electronic Frontier Foundation, associazione legale che opera nel campo dei diritti digitali e della privacy. Li vorrebbe anche la Motion Picture Association of America, l’associazione dei produttori cinematografici. Ma Carpathia ha chiesto alla Corte giudicante di poter nuovamente rendere disponibili i server per nuovi clienti, o che almeno che chi li vuole paghi per l’affitto dei server. Di rimando, sembra che non siano poche le entità interessate a rilevare i 28 petabyte di dati così come sono. Fisicamente, i server sono dislocati tra gli Usa e il Canada, e nessun elemento è stato spostato in altri posti, così come nessun dato è stato cancellato.