Dopo Instagram, obiettivo WhatsApp Facebook adesso punta ai messaggini


Aumentano le voci di acquisizione da parte di Zuckerberg ma alla base potrebbero esserci solo interessi economici e non di integrazione

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Cosa succede se il re dei social network incontra l’app che sta rimpiazzando gli SMS? Una probabilità che sta’ per diventare sempre più reale, almeno secondo le ultime voci del web. Facebook sarebbe in procinto di acquistare WhatsApp Messenger, il servizio di messaggistica via internet che connette milioni di persone in tutto il mondo e su ogni piattaforma mobile. La mossa rappresenterebbe un ulteriore passo di Zuckerberg per acquisire sempre più pubblico “on mobile”, quello che accede al web in metropolitana, in viaggio, insomma ovunque si trovi. Se nella testa del CEO c’è questa sorta di ubiquità 2.0 della sua creatura, WhatsApp trarrebbe sicuro vantaggio dall’acquisizione L’applicazione multi-piattaforma (iOS, Android, BlackBerry, Windows Phone, Symbian) consente di scambiare messaggi, foto, video e creare chat multiple come le altre piattaforme di messaggistica istantanea.

 

Il rumor dell’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook arriva dal portale americano TechCrunchche ieri (ma in realtà già dalla settimana scorsa) aveva cominciato ad affermare con più convinzione la probabile mossa di Mr. Zuckerberg. Citando fonti vicine all’azienda TechCrunch afferma che l’acquisizione sarebbe possibile grazie alla potenza economica di Facebook, ma non tutto sarebbe così semplice. Gli sviluppatori della piattaforma di messaggistica sono riusciti a fidelizzare gli utenti grazie ad un’app gratuita, senza pubblicità e quasi sempre funzionale. Inoltre il team ha più volte promesso agli utilizzatori non rivendere i propri numeri di telefono agli inserzionisti, così da mettere fine anche ad eventuali dubbi sulla privacy. Facebook è alquanto distante da tutto ciò. Un account unico potrebbe far sorgere problemi di integrazione tra le due diverse modalità di gestire i dati degli iscritti.

 

La presa di posizione di WhatsApp è chiara: l’app ha un articolo sul blog aziendale dove spiega il motivo per il quale non vende pubblicità: “La pubblicità ci fa scegliere automobili e vestiti, facciamo lavori che odiamo per comprare cose di cui non abbiamo bisogno” – questa la frase che campeggia sulla pagina, ripresa dal film Fight Club. I due fondatori di WhatsApp, Jan Koum e Brian Acton, sembrano aver preso questa particolare forma di antipatia verso il sistema pubblicitario quando lavoravano entrambi a Yahoo!, forse troppo legata a modelli di business standardizzati. E pare che lo stesso Acton abbia provato a lavorare in Facebook prima di lanciare Whatsapp.

Molti si interrogano su come l’applicazione potrebbe trasformarsi se l’acquisizione si farà sul serio. Pochi però hanno considerato che WhatsApp potrebbe rimanere così com’è senza cambiare nessuna delle funzionalità che l’hanno resa così famosa. “Si ripeterebbe quello che è successo con Instagram” – ci dice Sergio Sorrentino, co-founder di Mobisle, agenzia italiana che ha sviluppato l’app per iPhone KissMyAgent e nella top ten del 2011 con Pallaudio – “spesso le mosse di Zuckerberg sono di assetto societario; vengono acquisite altre compagnie per questioni economiche e non solo per fare proprie le applicazioni già presenti sul mercato. Anzi, quando vi è un’app come WhatsApp che è divenuta così popolare, trasformarla anche di poco sarebbe controproducente, rischiando di far perdere utilizzatori piuttosto che conquistarne altri”.

Potrebbe accadere quindi che Facebook acquisisca WhatsApp e che la tenga nella cerchia delle app “amiche” che fruttino a Zuckerberg un guadagno invece che grattacapi. La startup è giovane ed è stata fondata solo tre anni fa, per questo una mega offerta sarebbe difficile da rifiutare portando un guadagno inaspettato con il quale inventarsi qualcosa di nuovo.